Integratori alimentari per la salute del mantello

SOMMARIO


La salute del pelo, la muta stagionale e l’uso di integratori alimentari

Della salute del pelo in relazione alla dieta ho già parlato in Nutrizione e qualità del mantello. Generalmente un cane alimentato con cibo secco non ha carenze nutritive, ma queste possono sopraggiungere per cause banali come una diarrea o uno stato di stress, l’uso di integratori protegge il mantello da queste possibili carenze, lo rende più lucido, più folto, abbrevia il periodo della muta e rende la perdita di pelo meno abbondante.

I proprietari di cani a pelo lungo vivono i periodi di muta come un vero incubo pelo sparso sui pavimenti e attaccato a tappezzeria e abiti 😓

La muta avviene due volte l’anno in Primavera e in Autunno.

Struttura e caratteristiche del mantello

Il pelo del cane è composto da due strati, uno più superficiale, il pelo, e uno sottostante, il sottopelo che ha una funzione termoregolatrice.

Il pelo è più lungo, rigido e ruvido e ha una funzione protettiva.
Il sottopelo è più corto, sottile, morbido, lanugginoso e ha una funzione termoregolatrice, ovvero protegge il cane sia dal caldo che dal freddo.

Questa è una delle ragioni per cui è assolutamente sconsigliata la tosatura.

Inoltre con la tosatura, molti lo fanno per evitare che il cane sparga pelo in casa, il pelo morto che stava per cadere viene tagliato e il suo strato attaccato alla pelle vi rimane ancorato fino allo spuntare del nuovo pelo, ne risulta una sorta di “feltro” attaccato alla pelle che ne impedisce anche la normale respirazione.

Inoltre nella razza Cavalier King alla tosatura fa seguito la ricrescita di pelo non più liscio, ma ondulato e maggiormente lanugginoso.

Di maggiore utilità sono invece bagni frequenti e spazzolature che rimuoveranno in modo naturale il pelo destinato a cadere. Nei cani a pelo lungo la spazzolatura deve essere quotidiana, eseguita nel verso di crescita del pelo, con un tipo di spazzola che sciolga gli eventuali nodi ed elimini il sottopelo in modo delicato

L’uso di integratori alimentari, ne esistono di vari tipi, durante il periodo autunno-inverno-primavera può contribuire ad abbreviare e rendere meno abbondante la perdita di pelo durante la muta.

La muta stagionale

Il mantello del cane si adatta durante le stagioni : avranno quindi un mantello invernale più folto e uno estivo alleggerito per affrontare le temperature estive.
Con l’arrivo della primavera si ha un’abbondante perdita di pelo, ma non sono le temperature ad innescare la muta, ma le ore di luce che aumentano. La luce artificiale invece non ha nessun effetto e questo vuol dire che quanto più il cane starà all’aria aperta, più abbondante e di minore durata sarà la muta… i cani che invece vivono solo tra le pareti domestiche, o quasi, avranno una muta meno abbondante, ma quasi perenne, con due periodi in cui sarà un po’ più intensa.

La muta è un periodo importante per il cane, durante il quale è opportuno fornire oltre a una buona alimentazione, anche integratori che abbiano effetti positivi su cute e pelo, favorendo la sua ricrescita e il suo aspetto.

Tra gli integratori che sottoporrò alla vostra lettura ce ne sono di più o meno validi, li ho considerati tutti a puro titolo informativo…alla fine leggerete le mie conclusioni sul loro uso.

Lievito di birra

I principali elementi nutrizionali da considerare per quanto riguarda la crescita e la corretta funzionalità del pelo sono le proteine, gli acidi grassi essenziali, le vitamine e gli oligoelementi.

I PRINCIPI ATTIVI DEL LIEVITO SONO:

proteine di ottimo livello (50 per cento), carboidrati (30 per cento), e pochissimi grassi. E’ ricco di vitamine del gruppo B, in particolare la B1, la rara B12 e anche di biotina. Contiene sali minerali ed oligoelementi, tra cui potassio, calcio, fosforo, zinco, cromo, ferro, selenio.

LA BIOTINA, indispensabile per un buono stato della pelle e del pelo, la sua carenza determina pelle secca e pelo ruvido, opaco e fragile, ha una delle sue principali fonti in natura nel lievito di birra!
In un cane in buono stato di salute e alimentato correttamente non ci dovrebbe essere bisogno di questi integratori alimentari, le vitamine del gruppo B non si accumulano nell’organismo e un loro eccesso viene eliminato con le urine. Tuttavia un loro uso a scopo preventivo può essere utile per eventuali carenze che possono manifestarsi in situazioni particolari, come disturbi intestinali anche leggeri, stress e naturalmente per favorire la crescita di un pelo sano e lucido.

Il lievito di birra ha un costo di pochi euro, è facilmente reperibile e non ha controindicazioni.

Tra il lievito fresco e quello in compresse sono preferibili le compresse nelle quali la composizione in principi attivi è costante. Nel lievito fresco dipende da una corretta conservazione del prodotto che deve essere tenuto in frigo.

Biotina

Tra tutte le sostanze necessarie a sostenere le varie funzioni cutanee e a produrre un pelo folto e luminoso, la biotina è una delle più importanti. Una mancanza di biotina si trasforma immediatamente in un pelo opaco, secco e fragile. Il cane assume un aspetto ruvido e spettinato e perde una quantità eccessiva di pelo. A volte questo fenomeno può essere accompagnato da altri sintomi come dermatiti, eczemi, irritazioni cutanee, perdita di pigmentazione. Altri sintomi di mancanza di biotina, comuni a quasi tutte le razze, sono la crescita ritardata e alcuni disturbi al sistema nervoso, stanchezza, perdita di appetito e riduzione della fertilità.

formula chimica della biotina

Chiamata anche Vitamina H, idrosolubile, aiuta la crescita delle cellule, la produzione degli acidi grassi, il metabolismo di carboidrati, lipidi e proteine e l’utilizzo del complesso B. Ne occorre una quantità sufficiente per una buona salute di pelle e pelo e in alcuni casi può aiutare a prevenirne la caduta. Aiuta a mantenere in salute le ghiandole sebacee, i tessuti nervosi e il midollo osseo. E’ rara la carenza di Biotina perché viene anche prodotta dalla flora batterica intestinale, ma anche se l’intestino dei cani è in grado di sintetizzare biotina, il quantitativo prodotto naturalmente è a volte insufficiente. Inoltre alcuni trattamenti medici a base di sulfamidici e antibiotici, possono causare improvvisi ammanchi di biotina. Si può infine verificare una riduzione della naturale sintesi di biotina nel corpo, quando il cane viene alimentato con un eccesso di carboidrati. In considerazione di tali possibili ammanchi di biotina. si consiglia l’integrazione del cibo con almeno l’ 80% del fabbisogno quotidiano di biotina.

Fonte:
http://www.nekton.de/html/html_ita/cani.html

Per le immagini
http://www.territorioscuola.com

Acidi Grassi Polinsaturi

Due acidi grassi insaturi sono necessari alla vita: l’acido linoleico (un acido 6 omega) e l’acido linolenico (un acido 3 omega).
L’essenzialità di questi nutrienti è legata all’incapacità  dell’organismo di sintetizzarli a partire da altre sostanze lipidiche.

Formule chimiche degli acidi linoleico e linolenico

Conosciuti anche come vitamina F o AGE, gli acidi grassi essenziali, in senso stretto, sono due e vengono rispettivamente chiamati acido linoleico (capostipite degli ω6) e acido α-linolenico (capostipite degli ω3). Non potendo essere sintetizzati autonomamente, occorre introdurli con la dieta nelle giuste quantità. 

A partire da queste due molecole lipidiche l’organismo è invece in grado di produrre altri acidi grassi, appartenenti alla serie omega-6, se derivano dall’acido linoleico, o alla famiglia omega-3, se originano dall’acido alfa-linolenico.

L’acido arachidonico (20:4 ω6) è considerato un acido grasso essenziale solamente in carenza di acido linoleico, da cui può formarsi per allungamento e desaturazione.

I pesci più ricchi di ω3 hanno carni grasse e vivono in acque fredde (come il salmone). Anche il pesce azzurro pescato nei nostri mari (sgombro, aringhe, sardine ecc.) è comunque un’ottima fonte di omega-3.

Generalmente gli acidi grassi essenziali sono maggiormente presenti nei pesci pescati rispetto a quelli di allevamento. Mentre questi ultimi sono spesso “forzati” a crescere con mangimi ricchi di grassi saturi, i pesci selvatici si nutrono di fitoplancton (alghe ricche di EPA e DHA, i due più importanti derivati dell’acido alfa-linolenico), accumulando più omega-3 nelle loro carni.

Analogo discorso può essere fatto per i prodotti animali, dal momento che la presenza di omega-3 in pollo, tacchino ed uova diminuisce negli esemplari allevati in maniera intensiva.

Fonti alimentari di Omega 3

Olio di pesce e oli vegetali sono le principali fonti di acidi grassi omega-3.
Si trovano soprattutto nel pesce azzurro che vive nei mari più freddi come il salmone, le sardine, l’aringa, il merluzzo e lo sgombro.

ALA si trovano nell’olio di oliva, di soia, di vinaccioli, di semi di lino, di semi di girasole, di arachide e di mais.

Esistono numerosi integratori alimentari di acidi omega-3 e omega-6
Molto diffuse sono le capsule di olio di pesce.

AZIONE DEGLI ACIDI GRASSI SUL MANTELLO DEL CANE 
Lo strato esterno del pelo, chiamato cuticola, è formato da cellule allungate disposte come le tegole su di un tetto. La cuticola ha proprietà idrofobiche essendo ricoperta di acidi grassi saturi. L’organismo del cane non è in grado di sintetizzare tutti gli acidi grassi necessari. Gli acidi grassi sono i maggiori costituenti dei lipidi. Quando c’è la necessità di migliorare le condizioni del pelo e della pelle, bisogna fare attenzione soprattutto agli acidi grassi insaturi. Tra questi i gruppi più importanti sono gli omega-6, che derivano dall’acido linoleico, e gli omega-3, che derivano dall’acido alfa-linoleico. I loro precursori (ac. linoleico e ac. alfa-linoleico) sono detti acidi grassi essenziali, in quanto, non potendo essere sintetizzati per via endogena, devono essere obbligatoriamente introdotti nell’organismo attraverso la razione alimentare. Queste sostanze sono reperibili negli oli vegetali (girasole, mais, soia, ecc.) e nei grassi animali (soprattutto dei volatili). Alcuni acidi grassi omega-6 presentano un interesse particolare: ad esempio, l’acido gamma-linoleico, che si trova soprattutto negli oli di borragine, è utilizzato in alimentazione e dietologia umana per migliorare la morbidezza e l’ elasticità dell’epidermide.

Nei cani anziani, un apporto di tale acido nella razione può migliorare sensibilmente lo stato del pelo. Sembra che l’invecchiamento determini una diminuzione di alcuni enzimi che provocano un impedimento alla normale sintesi.

Gli acidi grassi omega-3 svolgono un’azione positiva in corso di disturbi cutanei, soprattutto di origine allergica o in caso di dolori articolari. Hanno la capacità di inibire la sintesi di alcuni mediatori legati agli stati infiammatori e, per questo motivo, sovente sono impiegati nel trattamento contro il prurito, le irritazioni croniche e allergiche. Gli acidi grassi omega-3 si trovano soprattutto negli oli di pesce e di soia.

E’ interessante ricordare che gli acidi grassi omega-6 e omega-3 sono attaccati dagli stessi enzimi nel loro processo metabolico, ed è perciò importante che il loro rapporto sia corretto.

Livelli di assunzione raccomandati :

Un corretto apporto alimentare di acidi grassi essenziali è indispensabile all’organismo, soprattutto in particolari situazioni fisiologiche e patologiche.

Il ruolo degli omega 6 e omega 3 è stato dimostrato nella regolazione dei fenomeni antinfiammatori e delle risposte immunitarie. 

La composizione tissutale in acidi grassi dipende dall’apporto globale e dal rapporto tra gli acidi grassi N-6 e N-3 tra loro.

Il miglior rapporto N-6/N-3 è di 5:1 ed è a questo livello che si ottiene il tasso ottimale di leucotrieni B5

Bisogna tenere presente che ogni apporto complementare di acidi grassi deve essere ragionato, perché aumenta i fabbisogni di vitamina E come antiossidante e un eccesso di N-3 può ridurre, nei cani anziani, l’immunocompetenza. 
Ecco perché il valore del rapporto di omega 3 / omega 6 deve essere perfettamente bilanciato.

Fonti:
http://www.anagen.net/agl.htm
http://www.fisioterapia-riabilitazione.com/omega-3-e-omega-6.html
http://www.boxerclub.it/problemi/mantperf.htm
http://www.difossombrone.it/alimentazione/main16alimentazione_caneanziano.htm
http://www.aisb.it/aliment2.html
http://www.my-°©‐personaltrainer.it/nutrizione/acidi-°©‐grassi-°©‐essenziali.html


Per approfondire l’importanza degli acidi grassi polinsaturi nel cane anziano puoi leggere:


Olio di semi di lino

È estratto dai semi della pianta Linum usitatissimum, molto utilizzata fino a qualche decennio fa per produrre capi di abbigliamento. A differenza degli altri oli vegetali, ricchi di grassi omega 6, l’olio di lino è molto ricco di acido linolenico, il capostipite dei grassi omega 3, ne contiene fino al 58%.  

La composizione in acidi grassi è la seguente:

  • acidi grassi saturi : 5,3 g acido palmitico e 4,1 g acido stearico
  • acidi grassi polinsaturi: 12,7 g acido linoleico (omega 6) e 53,3 g acido alfa-linolenico (omega 3)
  • acidi grassi monoinsaturi: 20,2 g acido oleico

Data la notevole presenza di acido alfa-linolenico, l’olio di semi di lino viene spesso consigliato come ottima fonte di omega 3; in realtà, l’acido alfalinolenico è convertito in EPA (acido eicosapentaenoico) solo per una piccola percentuale (le ricerche vanno da uno 0,2 a un 8%) che diminuisce ulteriormente in caso di cattivo stile di vita e con l’età. Da questi dati, per il non vegetariano, l’importanza dell’olio di lino è marginale come conversione EPA-DHA (acido docosaesaenoico), si fa molto prima a mangiare pesce!

L’acido linolenico è il più delicato tra gli acidi grassi: si ossida molto facilmente e di conseguenza il processo di estrazione dell’olio di lino deve essere fatto accuratamente, possibilmente in assenza di aria e a temperatura controllata. Fino a qualche anno fa l’olio di lino spremuto a freddo veniva prodotto esclusivamente con il metodo Baglioni a temperatura controllata (Amilcare Baglioni, nato a Parrano, in provincia di Orvieto, è stato l’ideatore di un particolare metodo che permette di mantenere la temperatura di trattamento inferiore ai 27 °C consentendo il mantenimento della composizione chimica del prodotto di partenza) , per lo più da piccole aziende biologiche. Ora che il consumo è aumentato le aziende più grandi hanno adottato metodi molto meno delicati nei confronti del prodotto, che viene portato a temperature molto più alte che possono ossidare l’acido linolenico. Inoltre nessun produttore propone confezioni totalmente opache che proteggano l’olio dalla luce; nessun negoziante lo conserva in frigorifero per proteggerlo dalla temperatura. 

La probabilità di trovare un prodotto veramente fresco, quindi, è molto bassa.

 Si consiglia di evitare il consumo di olio di lino, a meno di non approvvigionarsi direttamente dal produttore, assicurandosi che utilizzi il metodo Baglioni e che conservi in frigorifero l’olio così prodotto. Il prodotto va conservato in frigorifero in bottiglie scure, e va consumato nel giro di qualche settimana. Ha un sapore caratteristico di noce, leggermente amarognolo. Quando irrancidisce prende un sapore sgradevole di pesce. Essendo molto ricco di acidi grassi polinsaturi a contatto con l’aria subisce facilmente fenomeni di ossidazione e polimerizzazione che trasformano lo strato superficiale in una pellicola solida, compatta ed elastica che costituisce la proprietà basilare delle vernici cosiddette all’olio.

Composizione

L’olio di lino è composto per l’11% da acidi grassi saturi e per l’89% da acidi grassi insaturi: 25% di acido arachidonico. Contiene, inoltre, vitamina E (da 80 a 95 mg per 1000 g) e lecitina.

La lecitina è una sostanza liquida necessaria per il buon funzionamento del sistema nervoso e del cervello.

La vitamina E ha proprietà antiossidanti: permette, infatti, a sostanze fragili come la vitamina F di non ossidarsi e quindi di non perdere le sue proprietà.  

Ricordo in ultimo che un corretto apporto alimentare di acidi grassi essenziali è indispensabile all’organismo, soprattutto in particolari situazioni fisiologiche e patologiche.

Il ruolo dell’omega 6 e dell’omega 3 è stato dimostrato nella regolazione dei fenomeni antinfiammatori e delle risposte immunitarie.

La composizione tissutale in acidi grassi dipende dall’apporto globale e dal rapporto tra gli acidi grassi N-6 e N-3 tra loro. Il miglior rapporto N-6/N-3 è di 5:1 ed è a questo livello che si ottiene il tasso ottimale di leucotrieni B5.

Bisogna tenere presente che ogni apporto complementare di acidi grassi deve essere ragionato, perché aumenta i fabbisogni di vitamina E come antiossidante e un eccesso di N-3 può ridurre, nei cani anziani, l’immunocompetenza. Ecco perché il valore del rapporto di omega 3 / omega 6 deve essere perfettamente bilanciato.

La sola somministrazione di olio di lino non garantisce questo rapporto. Sarebbe meglio rivolgersi verso formulazioni veterinarie perfettamente bilanciate.

Si può utilizzare l’olio di lino anche per uso esterno in piccolissime quantità per conferire lucentezza al pelo del cane, non unge, lo nutre e toglie l’elettricità elettrostatica.

Fonti

http://www.cibo360.it/alimentazione/cibi/olio/tipologie.htm#LINO http://www.albanesi.it/Alimentazione/cibi/olio_di_lino.htm http://www.ecosalute.it/intranet/libretti/libretto185-01-1.pdf

Olio di Borragine

La borragine, borrago officinalis, e’ una pianta molto comune, facilmente riconoscibile per i fiori violacei e le foglie pelose. E’ facile trovarla in Primavera o inizio Estate sui bordi delle strade, sui cigli dei sentieri collinari ben soleggiati.

Dai semi della borragine si ottiene un olio delicato ma molto costoso e interessante dal punto di vista della cosmesi naturale.

Da tempo si e’ scoperto che l’olio di borragine ha la proprieta’ di combattere i cosiddetti radicali liberi, quindi di ritardare l’ invecchiamento delle cellule.

L’olio di borragine viene venduto come olio o in perle gelatinose.

Famiglia: borraginacee
Habitat: Centro Italia e Sud.

Il nome borragine, come la provenienza della pianta stessa è incerto. Deriverebbe dal latino “borra”, ovvero, lana grezza, data la sua struttura pelosa che ricorda in qualche modo la lana da lavorare.

La scoperta delle proprietà dell’olio di borragine, dovute agli acidi grassi poliinsaturi Omega-6 (fattore vitaminico F) è abbastanza recente.

L’olio di semi di Borragine (Borago officinalis) – spremuto a freddo – rappresenta la fonte più importante di acido gamma-linolenico (GLA), un acido grasso semiessenziale appartenente alla famiglia degli omega-6. L’acido gamma-linolenico viene normalmente sintetizzato dall’organismo a partire dal linoleico, un acido grasso contenuto soprattutto nella frutta secca e negli oli vegetali. Sono invece molto rare le fonti naturali di GLA, contenuto in percentuali importanti soltanto nell’olio di borragine ed in quello di Enotera e di Ribes nero.

L’utilità di introdurre supplementi dietetici a base di acido gamma-linolenico deriva dal calo di attività dell’enzima Delta-6 desaturasi (coinvolto nella conversione dell’acido linoleico in GLA) durante l’invecchiamento, nel corso di svariate malattie (come il diabete) e in presenza di una dieta ricca di acidi grassi saturi o idrogenati, ma povera di vitamine. Le virtù dell’olio di Borragine sono legate al ruolo del GLA nell’organismo.

Questo acido grasso, convertendosi in acido diomogamma-linolenico (DGLA), favorisce la produzione delle prostaglandine della serie 1 (PGE1), dotate di attività antiaggregante piastrinica, cardioprotettiva, antiaterogena, vasodilatatrice ed antinfiammatoria. Antagonizza inoltre la prostaciclina e le PGE2 (che hanno effetti opposti alle PGE1) ed è dotato di proprietà eudermiche ed immunostimolanti.

Su questi presupposti metabolici si basano molte proprietà terapeutiche descritte per l’olio di borragine.

Borrago officinalis – indicazioni

Olio di borragine

  • Car. Organolettiche: liquido limpido marrone chiaro, odore caratteristico 
  • Solubilità: insol. in H2O, parz. sol. in alcool, misc. con oli, esteri di ac. grassi 
  • Titolo FU o altro testo:min.24% in ac.gamma-linolenico (produtt.) 
  • Categoria terapeutica: elemento nutrizionale, usato anche nel trattamento dell’eczema atopico 
  • Tossicita’: DL50 nel topo e nel ratto superiore a 2000 mg/kg 


Indicazioni della borragine, borrago officinalis: 

All’olio ottenuto dai semi di borragine vengono attribuiti le seguenti azioni curative: 
1) Azione protettiva cutanea: l’olio di borragine rappresenta un importante integrazione per mantenere una corretto equilibrio della cute: i suoi principi attivi partecipano infatti in numerosi processi fisiologici, prevenendo l’insorgenza di diverse patologie distrofico-infiammatorie. Migliorano le condizioni cliniche nei soggetti affetti da dermatiti. Favoriscono inoltre il mantenimento di una cute elastica: ottimi risultati sono stati ottenuti nella disidratazione cutanea. 
2) Azione antiallergica: acido linoleico e ac. gamma-linolenico competono con l’acido arachidonico nella sintesi delle prostaglandine e favoriscono la produzione delle prostaglandine Serie I (le cosiddette prostaglandine “buone”), mostrando così un effetto positivo nelle reazioni da ipersensibilizzazione a determinati fattori. 
3) Azione cardiovascolare: in particolare l’ac. gamma-linolenico impedisce l’aggregazione piastrinica lasciando liberi i vasi arteriosi, migliorando la circolazione e il funzionamento cardiaco, sempre grazie all’aumentata sintesi di prostaglandine Serie I, che fra l’altro abbassano anche la pressione arteriosa e inibiscono la sintesi endogena di colesterolo. 

Nonostante quanto detto bisogna ricordare un importantissimo dettaglio metabolico:

una volta ingerito, l’acido GLA viene convertito facilmente in dihomogamma-linolenico (DGLA), per opera di una elongasi (enzima che partecipa alla sintesi dell’arachidonato). Purtroppo il DGLA, pur essendo dotato di proprietà antiflogistiche, è a sua volta precursore dell’acido arachidonico (AA), che ha effetti proinfiammatori, viene ottenuto sempre ad opera di una desaturasi (delta-5). Alti livelli di acido arachidonico deprimono l’attività immunitaria ed esaltano la risposta infiammatoria, proprio il contrario di quanto fatto dal loro precursore presente nell’olio di semi di Borragine. Dal momento che la dieta dei Paesi occidentali, a detta degli esperti, è già troppo ricca di acidi grassi appartenenti alla serie omega-6 (GLA, DGLA e AA), non si capisce il motivo per cui persone sane dovrebbero ricorrere all’olio di semi di Borragine. Se questo non viene associato ad adeguati livelli di EPA e DHA (contenuti nel pesce, negli oli di origine ittica ed in specifici integratori), potrebbe infatti aver effetti opposti a quelli sperati. EPA e DHA sono infatti fondamentali per bilanciare gli effetti negativi dell’acido arachidonico, ma la loro sintesi a partire da un precursore contenuto nei semi di lino e nelle noci (Acido alfa-linolenico), è ostacolata dalla contemporanea assunzione di omega-sei a dosaggi importanti.

In definitiva, se l’olio di Borragine si associa ad una dieta già ricca di oli di semi e povera di pesce, si rischia di ottenere effetti diametralmente opposti a quelli pubblicizzati dai produttori.

fonti

http://www.my-personaltrainer.it/nutrizione/olio-borragine.html http://www.erbe-officinali.com/borragine.html http://www.erboristeria.eu/prodotti.php?art_cod=O5BOKO

Olio di ribes nero

In numerose situazioni l’olio di ribes svolge un’importante azione di modulazione dell’infiammazione e della reattività allergica.

Il Ribes nero, noto per i suoi importanti effetti fitoterapici, viene spesso utilizzato come olio. Infatti, la formulazione oleosa, consente di avere a disposizione un corretto bilanciamento di acidi grassi Omega 3 e Omega 6. E’ forse dovuta anche a questa particolare composizione (il Ribes è uno dei pochi vegetali che contiene buone quantità di oli Omega 3) la sua intensa azione antinfiammatoria e antiallergica. L’olio di ribes nero, ricco in acido gamma-linolenico, è in grado di influenzare il metabolismo delle prostaglandine PG-1 e mostra effetti benefici nelle malattie cutanee e infiammatorie. La pianta cresce spontaneamente in Europa settentrionale e centrorientale, dai suoi semi oleosi viene estratto a freddo l’olio che mostra un elevato tenore in acido gamma linoleico (GLA), classificato anche come EFA (Essential Fatty Acid), non è sintetizzabile dai mammiferi, ma solo dai vegetali ed è presente in poche varietà di piante. La pressatura idraulica a freddo dell’estratto contenuto nel prodotto, realizzata senza alcun uso di solventi, consente di ottenere un’alta concentrazione di GLA (85 mg a perla).Inoltre la presenza di vitamina E, come agente antiossidante, preserva al massimo il principio attivo.

PROPRIETÀ TERAPEUTICHE:

Azione anti-infiammatoria: questa pianta è nota per le sue proprietà anti-infiammatorie, antidolorifiche e antiallergiche. Esse sono in parte legate alla sua azione di tipo cortisonosimile, dovuta ad uno stimolo diretto sulla corteccia surrenalica, con conseguente, aumentata produzione di steroidi surrenalici. Inoltre è in grado di legarsi ai recettori per il desossicorticosterone (DOCA), un corticosteroide presente nell’uomo, svolgendo così un’azione simile a quella di questo cortisonico. Le sostanze principali per la sua azione terapeutica sembrano essere le proantocianidine, mentre gli acidi fenolici e i flavonoidi paiono svolgere un ruolo meno importante. Le proantocianidine si sono dimostrate capaci di combattere la fragilità dei vasi sanguigni, mostrando quindi un’azione capillaroprotettiva, ormai ben dimostrata sia a livello del microcircolo retinico sia di quello periferico. Azione antiradicalica: si è notato che i flavonoidi e gli antocianosidi sono dei validi antagonisti dei radicali liberi. I flavonoidi, e con loro molti fenoli (soprattutto i tocoferoli), reagiscono coi radicali liberi, limitando così i danni legati alla loro intensa reattività a livello dei fosfolipidi della membrana cellulare.

Indicazioni principali: allergie cutanee e respiratorie lievi o moderate, malattie della pelle su base allergica o infiammatoria. Azione prevalente: anti-infiammatoria e antiallergica. Altre azioni: antiossidante.

EFFETTI COLLATERALI:

Anche se non sono stati segnalati casi gravi di effetti collaterali in seguito all’utilizzo di olio di ribes nero, si possono manifestare alcune reazioni allergiche in seguito al suo uso.
Qui di seguito alcuni effetti collaterali dell’olio di ribes nero:

  • Gli individui che sono in terapia con fluidificanti del sangue e farmaci contro l’epilessia dovrebbero evitare gli integratori a base di ribes che possono aggravare la condizione patologica in atto.
  • L’olio di ribes nero può anche creare interazioni indesiderate con i farmaci per la schizofrenia, aumentando le probabilità di convulsioni.
  • Può aumentare la pressione arteriosa a causa della sua azione di tipo cortisonosimile, per cui va usato con cautela nel paziente iperteso.
  • A contatto con la pelle l’olio di ribes nero può provocare irritazione. Per ridurre questa possibilità può essere diluito in olio di mandorle dolci, olio d’oliva o olio di girasole prima di essere utilizzato.
  • I soggetti che sono inclini al tumore della prostata devono evitare di adottare dei supplementi di ribes nero, dato che gli acidi grassi omega 6 possono innescare la crescita inspiegabile di cellule tumorali della prostata.
  • Alcuni altri effetti collaterali provocati dall’utilizzo di olio di ribes nero sono difficoltà respiratorie, eruzioni cutanee, gonfiore irritazione della gola, ecc

CONTROINDICAZIONI: cautela in pazienti con grave ipertensione arteriosa.

INTERAZIONI FARMACOLOGICHE: non note.

DATI TOSSICOLOGICI: la dose letale per bocca è indeterminabile nel ratto, il che conferma la scarsissima tossicità dell’estratto di questa pianta. L’olio di ribes nero è anche considerato un supplemento ideale per la perdita di peso in quanto tende ad aumentare il tasso di metabolismo e aiuta a bruciare i grassi in eccesso nel corpo. Tuttavia, prima di usare qualsiasi dei supplementi di ribes nero, consultare sempre il medico o nel caso di animali, il veterinario.


Concludendo

L’olio di ribes nero è un integratore valido sia per la presenza di omega 6 e omega 3 ben bilanciati tra loro, sia per la contemporanea presenza di vitamina E e vitamina C che agiscono da antiossidanti. Tuttavia gli effetti collaterali, che ho avuto difficoltà a trovare in quanto la maggior parte dei produttori non li indica (sono dovuta ricorrere a ricerche su siti in lingua inglese), mi inducono a sconsigliare il “fai da te” e seguire sempre consigli e indicazioni del veterinario.


fonti:
http://www.fitoterapia.in/piante_officinali/ribes_nero.html http://www.farmaciaonline.it/news.asp?ID=2671 http://www.ehow.com/about_5262661_side-effects-black-currant-oil.html


Quale integratore scegliere?

Alcuni degli integratori presi in esame sono molto diversi tra loro e volendo non si escludono a vicenda. Tutti hanno una funzione benefica sull’organismo, che si rispecchia poi sul pelo del cane (il pelo è una finestra aperta sulla sua salute, primo indice di benessere o malessere). 

Un po’ di attenzione bisogna riservarla all’olio di fegato, che agli Omega3 unisce vitamine A e D liposolubili: questo significa che, se in eccesso, non vengono smaltite dall’organismo e possono causare danni.

L’ipervitaminosi (eccesso di vitamina ) D determina un aumentato assorbimento intestinale e riassorbimento osseo del calcio, ipercalcemia, con concomitante diminuzione del PTH sierico (quantità di paratormone presente nel sangue, vedi: calcio e osteoporosi) e infine perdita dell’omeostasi calcica con conseguente: nausea, vomito ,diarrea;
ipercalcemia, ipercalciuria;
nefrocalcinosi, cardiocalcinosi e calcificazione dei tessuti molli.

Un’assunzione di retinoidi superiore al fabbisogno causa una sindrome tossica nota come ipervitaminosi A. I sintomi precoci comprendono: secchezza e prurito cutaneo, desquamazione cutanea, dermatite eritematosa, alterazioni dell’accrescimento dei peli, fessurazione delle labbra, cefalea, anoressia, edema ed affaticamento.
Seguono vomito, capogiri, sonnolenza e sintomi neurologici vari.

Nessun rischio da eccesso con le vitamine del gruppo B del lievito di birra.. idrosolubili e quindi ben smaltite. Ma anche in questo caso attenzione alle dosi per la presenza di proteine. 

Fonti di omega3 e omega 6 di origine animale

Calcolo della dose ottimale per i vostri animali domestici 

QUI

  • Omega Pet (specialità veterinaria o prodotti di analoga composizione)

Fonti di acidi grassi polinsaturi omega 3 e omega 6 di origine vegetale

  • Olio di semi di Lino
  • olio di Borragine
  • olio di Enotera
  • olio di Ribes nero

Lievito di birra

In genere il lievito di birra contiene un’alta percentuale di proteine, circa la metà del suo peso.

E’ povero in grassi (dall’1 al 3% del suo peso totale) e privo di cellulosa. I suoi zuccheri sono polisaccaridi a digestione lenta, che quindi non sollecitano il pancreas e non provocano shock insulinici. L’umidità contenuta nel lievito secco è irrilevante (5% di acqua), infine il contenuto di sali è molto interessante (da 7.5 a 9%)  e lo è ancora di più per quanto riguarda il contenuto in vitamine, specialmente quelle del gruppo B.

Composizione del lievito secco 

Biotina

È una vitamina del gruppo B contenente zolfo. A livello fisiologico svolge un ruolo fondamentale nel metabolismo come coenzima di diverse Carbossilasi agendo da trasportatore della CO2. La biotina deve essere introdotta con la dieta poiché l’organismo non è in grado di produrla. Gli alimenti ricchi di biotina sono le carni, alcune verdure come il cavolfiore, carote, spinaci, i legumi, il latte vaccino, i formaggi e le uova. La flora batterica intestinale del cane è in grado di produrre biotina ma la quota di vitamina endogena è quasi sempre insufficiente a soddisfare il fabbisogno giornaliero. Il cosiglio è quindi quello di integrare l’apporto di biotina proveniente dalla dieta. La carenza di biotina comporta alterazioni a livello del distretto cutaneo e si manifesta con una marcata desquamazione. Il pelo del cane risulta secco, fragile e opaco; il mantello si presenta ruvido e si verifica un’eccessiva perdita di peli. Questa situazione predispone l’animale alla comparsa di irritazioni cutanee, dermopatie come dermatiti ed eczemi.

Ribes Pet

Ribes Pet (omega 3 e 6 di origine vegetale)

Contiene: Lipidi 0,5 g. di cui: Acido Linoleico (Omega 6) 220 mg, Acido Alpha Linoleico (Omega 3) 63 mg., Acido Gamma Linoleico (Omega 6) 82 mg., Acido Stearidonico (Omega 3) 14 mg., Vitamina E Acetato 1 mg.

 Giusto rapporto tra omega 6 / omega 3 e vitamina E che stimola l’immunità e, di conseguenza, le difese a livello cutaneo

Mancano invece invece la vitamina A, la più importante vitamina per quanto riguarda la pelle e i suoi annessi (pelo, unghie, ecc.) e la vitamina H ( Biotina ), indispensabile per l’integrità cutanea.

Ulteriori info

Concludendo…

E’ possibile usare ciascuno di questi prodotti singolarmente, con le dovute attenzioni riguardo la loro composizione (accumulo di vitamine A e D con l’olio di fegato di merluzzo, eccesso di proteine con il lievito di birra, quindi molta attenzione alle dosi somministrate, chiedete al vostro veterinario che vi consiglierà anche in base al peso e all’età del cane) E’ possibile associare gli oli con il lievito di birra e lo stesso dicasi per Ribes Pet e Omega Pet e il lievito di birra. Non è invece possibile associare prodotti che contengono gli stessi principi attivi ( oli e Ribes Pet o Omega Pet ). Sconsigliato è anche associare la Biotina al lievito di birra che ne è una fonte.

Esistono in commercio tantissime varietà di integratori con formulazioni diverse, questa è solo una guida sulle sostanze base che potreste trovare.

La migliore associazione tra quelle citate qui, mi sembra quella che fa uso di Ribes Pet (acidi grassi polinsaturi nel corretto rapporto di 5 / 1, associati alla vitamina E) e di lievito di birra che fornisce un buon apporto di vitamine del gruppo B compresa la Biotina…(leggere per le controindicazioni la monografia sull’olio di ribes nero scritta precedentemente).  

La mia non vuol essere una sorta di pubblicità a questo integratore, tutti i prodotti qui citati sono solo esempi e analoghi con la stessa composizione vanno benissimo ugualmente.

Volevo in ultimo ricordare che gli acidi grassi polinsaturi delle serie omega-6 e omega-3 sono degli ottimi alleati nel trattamento e nella cura della dermatite e di altre affezioni cutanee.

Riferimenti
http://www.tesionline.it/__PDF/7168/7168p.pdf
http://www.boxerclub.it/problemi/mantperf.htm
http://www.albanesi.it/dietaitaliana/BLU/Articoli/38fegmerl.htm
http://www.grizzlypetproducts.eu/
http://www.oltresalute.com/terapie-naturali/alimenti-curativi
http://www.saninforma.it/
http://www.officinalispet.com/pdf/catalogo-dermatite.pdf


AVVERTENZA

RESTA INTESO CHE QUESTI ELENCATI SONO SOLO DEI SUGGERIMENTI. IL BENESSERE DEL PROPRIO CANE DEVE ESSERE PIANIFICATO CON IL PROPRIO MEDICO VETERINARIO.
RICORDATEVI CHE PER QUALSIASI DUBBIO DOVETE SEMPRE RIVOLGERVI A LUI, PERCHE’ SOLO LUI PUO’ CONSIGLIARVI NEL MIGLIORE DEI MODI…IL VOSTRO CANE E’ UNICO E OGNI CANE HA ESIGENZE SOGGETTIVE.


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SU DI ME

Ciao, mi chiamo Cristina, farmacista, ma da anni dedico ogni istante del mio tempo libero a studiare questa dolcissima razza.
Ringrazio Francesco Di Pietro, proprietario dell’allevamento Domus Aventina, per aver avuto fiducia in me, per avermi affidato 3 meravigliosi Cavalier King e per i tanti insegnamenti che mi ha dato in questi anni, insegnamenti che sono stati la base sulla quale si è sviluppata la passione per questa razza meravigliosa.


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