Zecche

Il pericolo zecche non deve essere sottovalutato: le zecche possono trasmettere diverse malattie.
Le zecche, molto diffuse in tutta Europa specialmente nei periodi umidi e piovosi, sono dei pericolosissimi “arpionatori”.
A differenza di altri parassiti, infatti, le zecche non mordono la loro vittima: inseriscono la loro affilata proboscide (rostro) nella pelle e ne succhiano il sangue,loro unico nutrimento.
La vita media di una zecca va da una settimana a sei mesi, dipende dalle condizioni climatiche.
Le zecche non saltano mai né volano:si trascinano molto lentamente e possono vagare per cinque metri per raggiungere un ignaro cane addormentato.

Caratteristiche e ciclo vitale 

Tra tutti i gruppi animali, gli Acari sono senza dubbio il più vario dal punto di vista ecologico e probabilmente il più ricco di specie e di individui. “Zecca” (lat. scient. IXODOIDEA) è il nome comune -di origine longobarda- con cui vengono identificate varie specie di Acari appartenenti a due grandi famiglie: ARGASIDI e IXODIDI, riconoscibili fra loro in tutti gli stadi di sviluppo dall’ipostoma, parte ventrale dell’apparato boccale, negli Ixodidi terminale ed a forma di ‘doccia’. La loro puntura, a differenza di quella delle pulci, NON è fastidiosa o dolorosa: l’ospite può non rendersi neanche conto di essere stato attaccato. Questa caratteristica, insieme al fatto che possono veicolare malattie molto più serie, le rende molto più subdole e pericolose dell’infestazione da pulci. D’altro lato, sono un poco più facili da eliminare, dato che rimangono sulla cute dell’animale e non si incistiscono in giro per casa. E’ consigliabile, dopo la loro rimozione, effettuare dei controlli diagnostici sugli ospiti attaccati, sia persone che animali domestici.

Ci sono oltre 850 differenti specie di zecche: hanno l’aspetto di rotondi aracnidi relativamente grandi, distinguibili fra loro per varie caratteristiche. Tutte sono comunque ectoparassiti (=parassiti esterni) ematòfagi (=mangiatori di sangue) di molti Vertebrati terrestri -Mammiferi e Uccelli specialmente- incluso l’Uomo: inseriscono la testa SOTTO la pelle dell’animale, e ne succhiano il sangue. A differenza delle pulci, vi è una scarsa specificità per quanto riguarda la scelta degli ospiti.

  • ARGASIDI o “zecche molli”

    Maschi e femmine sono simili, il tegumento è coriaceo ma di consistenza epidermica. Mancano di corazza chitinica anteriore (scutum). Possono essere facilmente identificate dal loro apparato boccale sub-terminale, localizzato nella parte inferiore del corpo. Sono ematòfagi NON permanenti: fanno molti pasti, brevi e veloci, dopodiché di norma si staccano dall’ospite: sono mangiatrici voraci, e possono riempirsi nel giro di in un paio d’ore. Prima dello stadio adulto, attraversano 3 metamorfosi ninfali.
  • IXODIDI o “zecche dure”

    Si nota maggiore dismorfismo sessuale: i maschi sono più piccoli, il tegumento forma due corazze chitiniche, una anteriore (scutum) e una posteriore (alloscutum). Nelle femmine il tegumento dell’alloscutum resta molle e presenta numerose pieghe, per permettere all’addome di distendersi quando è gonfio di uova. Prima dello stadio adulto attraversano 1 sola metamorfosi ninfale, con un solo lunghissimo pasto di alcuni giorni per ogni stadio di sviluppo: arrivano ad estrarre fino a 8ml di sangue, quasi il 100% del loro peso. Interessante notare che durante l’assunzione il sangue viene concentrato, cosicché la parte acquosa viene “restituita” all’ospite tramite la traspirazione cuticolare. Sono ectoparassiti semi-permanenti: restano attaccati a lungo sul corpo dell’ospite, tagliando la cute con l’apparato boccale e ancorandosi al derma tramite la secrezione di una specie di cemento auto indurente.

CICLO VITALE

Le zecche possono variare grandemente nella durata del ciclo vitale e nel numero di ospiti coinvolti. Alcune hanno un ospite fisso, e completano tutto il loro ciclo su di esso. Altre ne usano due, talvolta tre e alcuni tipi utilizzano un gran numero di ospiti intermedi.

Tutti gli Argasidi hanno metamorfosi distinte in 4 fasi, gli Ixodidi in 2: le femmine adulte di entrambe le specie possono rilasciare fino a 20.000 uova. L’accoppiamento degli Argasidi avviene usualmente sull’ospite, dopodiché la femmina deve consumare un parto di sangue per poter permettere alle uova di svilupparsi. Gli Ixodidi fanno accezione in quanto l’accoppiamento avviene altrove. Una volta terminato il pasto, la femmina si sgancia e depone le uova al suolo, dove usualmente si sviluppano. Le uova mature danno origine alle larve, riconoscibili dal fatto di possedere solo 3 paia di zampe. Questi “embioni di zecca” vengono prodotti in gran numero: essi devono consumare un pasto di sangue su un ospite per poter mutare in uno stadio noto come “ninfa”. Se una ninfa può alimentarsi tramite un ospite, si trasforma presto in zecca adulta.

Tutte le specie richiedono elevata umidità e temperature moderate. Le giovani zecche usualmente trascorrono l’ “adolescenza” al suolo, arrampicandosi su ciuffi d’erba o foglie in attesa del passaggio di un potenziale ospite, che captano con accorgimenti di vario tipo: sono sensibili a stimoli chimici, alle vibrazioni, alle ombre, ai cambiamenti nel livello di CO2 o alla temperatura… Quando percepiscono il passaggio di un potenziale ospite, si dispongono nel cosiddetto “atteggiamento di caccia”: si rizzano sulle zampe agitando quelle anteriori. Quando la “caccia” è infruttuosa, si disidratano e devono ridiscendere nel terreno per potersi reidratare, quindi risalire sulla pianta finché il tentativo non riesca o sopraggiunga la morte. Da notare che molte specie resistono senza cibo un apprezzabile periodo di tempo. Alcune zecche possono avere un ciclo vitale di 20 anni!

Che pericoli comportano? 

Le zecche sono gli Artropodi più coinvolti -sia come ATTORI che come VETTORI- nella trasmissione di gravi malattie sia agli animali che all’uomo, secondi in questo solo alle zanzare [tularemia, babesiosi, anaplasmosi, rickettsiosi etc].

  • Come ATTORI
    Tossine presenti nella saliva e non ancora ben riconosciute -neurotossine?- causano la singolare “paralisi da zecche“: frequente in America ed Australia colpisce persone, cani e bestiame: si manifesta con una grave paralisi che inizia dagli arti posteriori o inferiori e che si estende in seguito a tutto il corpo: può avere, non raramente, esito mortale per insufficienza respiratoria o cardiaca. Il mezzo più semplice per eliminare la paralisi è rimuovere la zecca.
    + Sono inoltre causa di anemia per il “prelievo” giornaliero di sangue e di dermatiti causate dalla secrezione salivare.
  • Come VETTORI
    Specialmente molte specie di Ixodidi sono vettori di protozoi, virus e batteri (sono note le “febbri ricorrenti”, affezioni da Spirochete trasmesse dalle zecche, caratterizzate dal succedersi di accessi febbrili) che causano gravi malattie:

Amblyomma cayennense trasmette il “tifo di San Paolo”, malattia infettiva contagiosa simile al tifo esantematico e causata da Rickettsia brasiliensis.

Dermacentor andersoni è il principale -non l’unico- vettore del “tifo da zecca” o “febbre maculata delle Montagne Rocciose” [RMSF] causata da Rickettsia rickettsii: più frequente nelle persone (600 casi all’anno) che nei cani, sembra non colpire i gatti, benché il microrganismo sia presente nel loro sistema. E’ fortunatamente facilmente curabile.

Dermacentor reticulatus trasmette la babesiosi (sintomi principali: anemia e febbre), dovuta al protozoo Babesia canis: le specie che colpiscono i cani e i gatti non sono le stesse che causano la malattia nell’uomo.

Rhipicephalus sanguineus determina la piroplasmosi del cane, ma può altresì veicolare altre malattie, ad es. l’erlichia o “febbre da zecche“, dovuta alla rickettsia Ehrlichia canis: le cure possono richiedere alcuni mesi, e sfortunatamente non sempre sono sufficienti. Per di più, non lasciano immunizzazione successiva e così è possibile per l’animale essere reinfettato successivamente. L’erlichia è stata diagnosticata nell’uomo nel 1986, e non viene trasmessa direttamente cane–>uomo, ma sempre per tramite delle zecche: i sintomi compaiono da 1 a 3 settimane dopo l’effettivo contagio.

(in grassetto e sottolineate le malattie trasmesse al cane, le altre riguardano l’uomo)

COME RIMUOVERE UNA ZECCA IN MODO FACILE E SICURO

A differenza di altri parassiti, le zecche non mordono la loro vittima: inseriscono la loro affilata proboscide (rostro) nella pelle e ne succhiano il sangue,loro unico nutrimento. La vita media di una zecca va da una settimana a sei mesi, dipende dalle condizioni climatiche. Le zecche sono gli Artropodi più coinvolti, sia come ATTORI che come VETTORI, nella trasmissione di gravi malattie sia agli animali che all’uomo, secondi in questo solo alle zanzare.

RIMOZIONE DELLA ZECCA

Lavate e DISINFETTATE le mani, meglio se calzate dei guanti in latice tipo chirurgico ( in vendita sia in farmacia che nei supermercati ), gli arnesi usati e la pelle del vostro animale sia PRIMA che DOPO l’intervento!
Per asportare la zecca non si devono applicare sostanze per tramortirla
prima di asportarla ( alcuni lo fanno per rendere più facile l’estrazione, usando olio, paraffina, alcool o etere), se si applicano queste sostanze la zecca potrebbe vomitare iniettando in circolo possibili patogeni se è infetta.

TICK AWAY – TICK FREEZER

Beaphar Tick Away 50 ml Spray Non Tossico Ghiaccia Zecche Per Una Facile Rimozione Cat Dog

Esiste uno spray specificamente formulato per facilitare la rimozione delle zecche quando sono fissate nella cute dell’animale. La sperimentazione effettuata presso il Dipartimento di Parassitologia dell’Università Veterinaria di Utrecht-Olanda ha dimostrato che spruzzando Tick Away direttamente sulla zecca per soli 3 secondi, a causa dell’improvviso raffreddamento, si ottiene la sua paralisi e concomitante retrazione del rostro, con successiva morte e distacco spontaneo dalle cute. Tick Remover è privo di principi attivi antiparassitari e non è assolutamente dannoso né per l’animale né per l’utilizzatore.

Questo il sito dove si poteva ordinare on-line TICK REMOVAL …

ma ahimè triste sorpresa … è ESAURITO!
Al momento, non so fino a quando, è reperibile qui


Allora cerca e cerca ho trovato il bel Blog di un laureato in chimica dell’Università di Napoli, che ha avuto un’illuminazione…io non ci ero arrivata!

” Quando le zecche si attaccano alla pelle, la prima reazione è quella di strapparle via come viene viene. Sbagliato. Bisogna farlo bene afferrando la testa della zecca con un paio di pinzette, ed indi estrarre la bestiola con delicatezza. E’ un’operazione che richiede molta attenzione, perché essa cerca di opporsi avvinghiandosi più tenacemente alla cute. Va quindi tolta tirando verso l’alto senza schiacciarla. Altrimenti il suo rostro resta attaccato alla pelle ed il sangue già succhiato rimane in loco, col rischio di infezioni. E allora, che fare? Ecco il suggerimento. Il congelamento. Il ghiaccio spray. Ecco perché è bene averne sempre un flacone con sé, quando si prevede che ci sia il rischio! Bisogna irrorare la zona proprio come si fa per le contusioni. Il risultato è che la zecca muore congelata, ed è molto più facile estrarla per intero, perché non oppone più resistenza. Dopo aver verificato che effettivamente non sono rimasti residui, disinfettate per prudenza. Fatto.”

grazie infinite a:

Raffaele Ragone ,
Consulente di Biochimica e Biofisica
Università Federico II, Napoli
RaffRag’s Una Tantum
progetti rimandati a data da destinarsi


altre notizie sono liberamente tratte da Inseparabile il portale degli Animali

INFEZIONI o ASCESSI:

Se rimuovendo la zecca, avete lasciato la testa SOTTO la pelle del vostro animale, è probabile che nel giro di una settimana possa svilupparsi un brutto ascesso. Dopo la completa rimozione della testa, per prima cosa disinfettate a lungo l’area con soluzioni alcoliche al 70% [l’alcol impiega 5min. circa per sterilizzare tutta la parte]. L’alcol etilico è meno tossico dell’alcol per frizioni, ma il Betadine o la tintura di iodio sono più adatti [attenzione che i GATTI non si lecchino! L’acqua ossigenata può andare meglio, in questi casi, NdT]. In mancanza di questi, è possibile utilizzare vodka o altri liquori fortemente alcolici [> 45%]. Il disinfettante potrebbe bruciare o irritare maggiormente la pelle del vostro animale, quindi siate pronti ad eventuali “difficoltà”… Applicate -dietro suggerimento del vet- una pomata antibiotica. Se un’infezione dovesse occorrere ugualmente, è necessario rivolgersi al veterinario per le opportune cure.

COME SBARAZZARSENE:

Gettare le zecche nel gabinetto e tirare la catena NON le ucciderà!
E’ necessario immergere la zecca appena estratta in alcol, prima di sbarazzarsene. E’ comunque saggio farla prima esaminare da un esperto [anche lo stesso veterinario può aiutare] per poterla eventualmente identificare come un tipo di zecca vettrice di malattie serie. Schiacciarla fra l’indice e l’unghia del pollice NON è per niente raccomandabile! Oltre al pericolo di malattie, nel caso degli Ixodidi non è cosa per niente facile…

Contromisure e precauzioni 

Non vi sono purtroppo molte contromisure da poter prendere…

Fra le raccomandazioni usualmente fatte per ridurre la presenza di zecche nel vostro giardino, una è quella di mantenere l’erba sempre ben falciata. Controllate gli altri parassiti intorno alla vostra casa e allontanate piccoli e grandi Mammiferi selvatici dalla vostra proprietà, dato che spesso essi possono fungere da trasportatori -specie invernali- per le zecche.

Se vivete in un’area ad alta incidenza, e passate molto tempo fuori città [escursioni, trekking, caccia, pesca…], al ritorno controllate sempre i vostri animali [soprattutto cani] e voi stessi per la possibile presenza di zecche: ricordate che la puntura spesso NON è avvertibile! Controllate anche nei ripostigli e nei bagagliai dove viene stivata l’attrezzatura. Dato che le zecche amano i lunghi ciuffi d’erba al limitare dei boschi, una buona precauzione è quella di infilare i pantaloni DENTRO le calze: in tal modo non potranno eventualmente penetrare all’interno e raggiungere la vostra pelle. Inoltre, specie se le calze sono di colore chiaro, è più facile individuarle una volta tolte le calzature. Anche indossare un cappello o un berretto è utile: le zecche -sebbene infrequentemente- possono cadere anche dalle foglie degli alberi bassi

Più complesso proteggere il vostro animale: dopo una passeggiata in campagna è sempre buona precauzione pettinare con cura la pelliccia del vostro animale [cane o gatto], utilizzando lo stesso pettine metallico usato contro le pulci: in tal modo è possibile eliminare eventuali zecche PRIMA che abbiano avuto la possibilità di attaccarsi. Le zecche necessitano di un po’ di tempo per raggiungere la pelle attraverso il pelo, ed è più facile rimuoverle prima o immediatamente dopo essersi attaccate che non mentre sono intente al… pasto. 


Per saperne di più:

A cura dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie


Ciao, mi chiamo Cristina, farmacista, ma da anni dedico ogni istante del mio tempo libero a studiare questa dolcissima razza.
Ringrazio Francesco Di Pietro proprietario dell’allevamento Domus Aventina per aver avuto fiducia in me, per avermi affidato 3 meravigliosi Cavalier King e per i tanti insegnamenti che mi ha dato in questi anni, insegnamenti che sono stati la base sulla quale si è sviluppata la passione per questa razza meravigliosa.

Cristina


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