Lacrime artificiali

Sul mercato sono in commercio più di 130 tipi di lacrime artificiali.

È bene scegliere preparati senza conservanti, meglio se in confezione monodose.

I diversi tipi di lacrime artificiali

In commercio sono disponibili diversi tipi di lacrime artificiali alcune delle quali possono andare a riequilibrare tutte le componenti lacrimali, ma ne esistono altri che possono agire singolarmente sui diversi componenti.

Una caratteristica molto importante del film lacrimale è l’osmolarità, che chimicamente è la concentrazione di osmoli, cioè il numero di particelle che contribuiscono alla pressione osmotica del film lacrimale. Recenti studi hanno dimostrato che un aumento di osmolarità del film lacrimale (iperosmolarità) è tra le principali cause dell’infiammazione della superficie oculare e di una serie di danni correlati:

  • Effetti deleteri sulla composizione e sul funzionamento della mucina lacrimale alterazione degli impulsi sensoriali importanti nel normale ricambio cellulare.
  • Disfunzioni dello strato lipidico che determinano un aumento della perdita lacrimale evaporativa e instabilità del film lacrimale.

Nonostante esistano numerosi presidi terapeutici topici a disposizione (in Italia esistono in commercio circa 120 sostituti lacrimali), i risultati a lungo termine della terapia delle affezioni del film lacrimale sono spesso sconfortanti.

Lo scopo della terapia varia a seconda della forma di occhio secco:

Definizione di occhio secco per spiegare l'uso delle lacrime artificiali

nelle forme in cui la causa è la diminuzione del film lacrimale o l’aumento dell’evaporazione, il ricreare il normale spessore lacrimale può essere sufficiente

nelle forme cosiddette secondarie, in cui è presente un’altra patologia che altera il film lacrimale, lo scopo della terapia è quello di eliminare la causa principale del disturbo e quindi di utilizzare delle lacrime artificiali in grado di ristabilizzare il film lacrimale diminuendo la sintomatologia per il paziente.

La frequenza del numero di gocce nella giornata può cambiare a seconda dei momento della malattia e del sostituto lacrimale utilizzato: nelle fasi acute, a volte, è necessaria l’instillazione di sostituti lacrimali ogni ora, mentre nei momenti migliori si può arrivare anche a 4 volte al giorno. Nel paziente in terapia con sostituti lacrimali bisognebbe imparare a conoscere quali sono, nella giornata, i momenti in cui la sintomatologia è più fastidiosa (ad esempio: nell’iposecrezione primaria può essere la sera, mentre nelle forme da alterata composizione lacrimale può risultare il mattino), e cercare di prevenire la sintomatologia instillando una goccia circa un’ora prima di tale momento. In questo modo il paziente dovrebbe riuscire ad evitare la sintomatologia lubrificando la superficie oculare e ricreando il corretto film lacrimale.

Nella pratica clinica quotidiana si usano molto spesso sostituti lacrimali a seconda della sintomatologia del paziente.

In base alla formulazione e alla loro azione possiamo distinguere le seguenti lacrime:

1) Diluenti, in grado di allontanare le sostanze prodotte dal metabolismo delle cellule; hanno purtroppo un breve tempo di durata.

2) Stabilizzanti, in grado di aumentare la stabilità del film lacrimale.

3) Di volume, in cui vi sono sostanze capaci d i legarsi alla superficie oculare e di trattenere acqua.

4) Correttive, in grado di correggere alcune caratteristiche fisiche della superficie oculare.

5) Nutrienti che contengono alcune sostanze in grado di migliorare il trofismo dei vari epiteli che sono in sofferenza.

Quando si sceglie un collirio è necessario prestare attenzione al fatto che nel collirio stesso possa essere contenuta qualche sostanza che addirittura può fare peggiorare una situazione già difficile in partenza.

Conservanti nelle lacrime artificiali

Fra tutti i componenti vogliamo ricordare il gruppo dei conservanti: essi infatti possono peggiorare lo stato di salute della superficie oculare soprattutto se il contatto di queste sostanze è prolungato nel tempo (mesi o anni). Dato che l’epitelio corneale è già sofferente, nei pazienti affetti da sindrome dell’occhio secco i colliri monodose che hanno la caratteristica di non avere all’interno conservanti sono i più adatti. I preparati sono contenuti in fialette che si aprono al momento dell’uso ed una volta utilizzati vengono buttati via.

Differenti dalle monodosi sono i colliri “abak” che non contengono conservanti nel boccettino, ma hanno nel gocciolatore una membrana capace di far passare il farmaco durante l’instillazione senza che ci sia reflusso, impedendo che il contenuto restante del boccettino si infetti. In questo modo un multidose può avere le stesse caratteristiche di un monodose.

Accanto a questi tipi di prodotti senza conservanti, sono stati introdotti anche sostituti lacrimali multidose con sistemi conservanti innovativi (come ad esempio il NIG o l’oxid). Questi nuovi conservanti sono perfettamente tollerati dalla superficie oculare e sono in grado di conservare sterile nel tempo il prodotto. Una volta instillati nell’occhio non sono tossici per la cornea e per la congiuntiva.

Tratto dal forum salute di Leonardo.it e scritto da un medico.
Ho preferito usare questo articolo per la sua semplicità e chiarezza rispetto ad altri.

Anche nel cane le lacrime artificiali vanno scelte a seconda del disturbo che si vuole correggere o prevenire.



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